BOLLETTINO 2012

 

LA TORRE DI S. PETRONIO 

BOLLETTINO DELL’UNIONE CAMPANARI BOLOGNESI

Anno XIII                                          Dicembre 2012

 

INDIMENTICABILE

Finalmente il 2012 è finito!

L’anno bisestile, anche se non vogliamo credere ai proverbi, è risultato davvero nefasto alla nostra terra, dove ha seminato ferite profonde, ma dove ha donato anche profonda consolazione.

Le ferite, lo sappiamo tutti, sono state causate da quelle scosse di terremoto che ci han portato l’emergenza in casa, e ci hanno pure defraudato di tanti campanili e della possibilità di suonare in molti altri.

La consolazione è nata dalla solidarietà tra di noi.

NOI. E quando dico noi non intendo solamente noi campanari bolognesi.

La presenza commossa e partecipe, allegra e rispettosa, di tanti campanari (provenienti da parti diverse del nostro bel paese) a un raduno così tribolato e rimandato di ben tre mesi, ci ha scaldato il cuore e ha spezzato i vincoli della solitudine.

Tutti insieme abbiamo dato inizio ai concerti, spiando, trepidanti, la gente che si riuniva nelle piazze e nelle vie di Cento, e ci siamo sentiti contenti per averla vista contenta, e abbiamo sorriso, vedendo nascere sorrisi.

Certo che è proprio vero: l’uomo propone e Dio dispone; oppure, come dicono oltralpe, l’uomo organizza e Dio ride. Dopo la grande maratona di raduni, spettacoli, conferenze, incontri, allestimenti, aspettavamo tutti con gioia e fibrillazione il gran finale con botti e mortaretti (in senso figurato!) per festeggiare degnamente il centenario dell’Unione.

Tutto era preparato e tutto organizzato.

E noi ci sentivamo orgogliosi per la meravigliosa festa che avremmo offerta.

Invece la festa è stata offerta a noi da tutti coloro che sono intervenuti e che ci hanno portato amicizia e affetto.

Una festa gioiosa e toccante che ci ha consolato di tante amarezze. E dunque bisogna ringraziare i campanari intervenuti.

Grazie ai liguri e al loro allegro carillon, ai veronesi con la dolcezza del loro concerto, ai toscani così simili a noi nel suono, e ai lombardi così diversi, ai friulani così calorosi; grazie a Grassmayr e a Capanni che non hanno voluto mancare…

Grazie anche a tutti noi: a chi ha suonato, a chi ha intrattenuto, a chi si è occupato della colazione (che pareva un pranzo!) e del pranzo (che pareva un nozze!), ma soprattutto grazie a chi ha sorriso e a chi ci ha sorriso perché era felice, davvero felice di essere lì, per se stesso e per gli altri.

 

ASSEMBLEA GENERALE

Nel 2012, l’annuale Assemblea Generale si è tenuta nel pomeriggio di domenica 18 marzo, presso i locali della parrocchia di San  Michele Arcangelo di Longara. Una cinquantina i soci che vi hanno preso parte. Disbrigate le pratiche di tesseramento, alle15 ha avuto inizio l’Assemblea. Il Presidente Rossi ha espostola Relazione Morale, quale sintesi delle attività svolte durante l’anno, e, a seguire, il Tesoriere Dott. Fanti ha espostola Relazione Finanziaria quale bilancio di cassa del nostro sodalizio.

Entrambe poi, poste al vaglio dell’Assemblea, hanno riscontrato una piena approvazione.

Terminata l’Assemblea, è stato offerto un piccolo rinfresco, occasione di convivialità tra i Soci.

 

CLERO E SERVIZI

All’inizio dell’anno ci contattò il Vicario Generale, Mons. Silvagni, per comunicarci che, dalla Parrocchia di Mapanda in Tanzania (dovela Chiesadi Bologna attua la sua vocazione missionaria), era pervenuta la richiesta di una campana perla Chiesa Parrocchialeche ne era sprovvista; Monsignore ci chiedeva se vi fosse la possibilità di donare una campana per la missione. Ci venne in mente che la campana piccola del concerto di San Gregorio e Siro, da noi sostituita perché non perfettamente in accordo con le altre preesistenti, era non più in uso e quindi avrebbe potuto benissimo assolvere al proprio compito liturgico a Mapanda, soprattutto perché, dovendo là suonare da sola, non aveva necessità di essere in accordo con altre campane. Mons Silvagni parlò con Mons Candini il quale, assieme ai Parrocchiani dei Ss. Gregorio e Siro, si mostrò entusiasta di poter donare la campana alla missione: una voce cara al popolo di Dio sarebbe partita dal cuore della città di Bologna per continuare il proprio compito di convocare l’assemblea, annunciare le celebrazioni, solenizzare le feste e confortare nei lutti una comunità cristiana del continente africano. La campana fu dunque portata giù dal campanile e, per esaltarne i fregi, fu pulita ben bene dallo strato di ossido che la ricopriva; ma era ancora mancante del mozzo, della capretta di legno e del battaglio, che erano stati usati per la nuova piccola fusa dalla fonderia Grassmayr, su disegno nostro, in sagoma Brighenti. Tuttavia niente di insormontabile: mozzo, capretta e battaglio furono reperiti grazie alla disponibilità ed all’impegno dei campanari faentini che, riutilizzando un battaglio storico ed un mozzo di opportune dimensioni (che avevano perso le rispettive campane con la guerra) hanno consentito di vestire la campana del corredo necessario per poterla far suonare. La campana ora si trova a Mapanda e là continua la missione per cui nacque grazie a tutti coloro che, con generosità, si sono prestati per realizzare questo segno (e sogno) di fraternità.

Anche quest’ anno, il mercoledì antecedente alla festa dell’Ascensione, in occasione della tradizionale benedizione della B.V. di San Luca alla città di Bologna,  è stata richiesta la presenza del concerto di campane mobili davanti al sacrato di San Petronio. Una squadra di suonatori, composta da campanari appartenenti sia al Gruppo P. S. Mattei, sia all’ Unione Campanari Bolognesi, ha eseguito i doppi per solennizzare l’evento. Al termine della Benedizione impartita dal Cardinale Arcivescovo, mentre i palloncini colorati lasciati dai bambini componevano un coloratissimo caleidoscopio nel cielo, le note squillanti e festose delle campane sottolineavano e completavano l’atmosfera di allegra serenità che la gioia della benedizione della nostra Mamma aveva suscitato nei nostri cuori.

Il 21 gennaio, a Galliera, in occasione del S. Messa esequiale di Don  Giampaolo Trevisan, presieduta da S.E. Rev.ma il Sig. Card. Carlo Caffarra,  una squadra di campanari ha reso servizio; successivamente, a San Venanzio, è stato suonato durante il corteo funebre.

Il 12 maggio, in occasione del cinquantesimo della parrocchia di Santa Gemma Galgani di Casteldebole, una squadra di campanari ha fatto servizio nella mattinata.

Il 4 ottobre, in occasione delle celebrazioni in onore di San Petronio, visto che il campanile della Basilica per il momento non è praticabile per suonare a doppio (dopo il terremoto devono essere eseguiti opportuni accertamenti ed indagini sullo stato di salute della torre, soprattutto a scopo precauzionale) sono state utilizzate le campane mobili per solenizzare le cerimonie. Speriamo presto di poter suonare e riascoltare le note delle storiche campane della Basilica.

 

RADUNO NAZIONALE

Dall’alto del suo piedistallo, “il Guercino”, in piazza, si è goduto lo spettacolo delle campane mobili che, in una bella domenica di settembre, ha riportato finalmente tanta gente in centro a Cento.

Il raduno nazionale dei campanari, a conclusione dei festeggiamenti per il centenario dell’UCB, era già tutto organizzato e pronto per domenica 27 maggio 2012; il terremoto ha costretto a rimandare al 30 Settembre.

Ma non è stato purtroppo possibile riallestire la mostra all’interno della Rocca, niente convegno sull’Arte Campanaria, ma soprattutto non si è potuto far suonare a festa il campanile di San Biagio;  l’attenzione è stata tutta per  i castelli di campane mobili disseminati per Cento, da piazzale Bonzagni fino ai giardini Ugo Bassi. Senza sosta, nel corso di tutta la giornata, tanta gente, centese e non, ha attraversato il centro soffermandosi ad ascoltare e osservare, incuriosita da tante diversità di strumenti, di suoni e di tecnica.

Il posto d’onore, al centro della piazza, era riservato al castello con le nostre belle campane, con le quali è stato spesso eseguito il doppio ribattuto di San Biagio, che ha preso scrosci di applausi. Imponente la piattaforma a terra, con 5 grandi campane di sagoma Brighenti; un suono brillante che ha riempito l’aria cancellando, per una giornata, il greve silenzio che da quattro mesi opprimeva il centro città.

Si è librata così, per vicoli, strade e piazze, quell’ atmosfera spensierata di festa che solitamente si crea in cella, in cima al campanile, e che, per questioni di spazio, è riservata a chi suona e pochi altri; ma qui tutti l’hanno percepita!

Numerosi i gruppi di campanari che si incontravano in giro per la città, con le loro magliette colorate (ogni gruppo un diverso colore, tutte però con lo stemma dalla parte del cuore!), provenienti da zone diverse d’Italia, felici di vedersi e ritrovarsi a Cento e di far sfoggio ognuno della propria tecnica. Davvero emozionante e molto bello veder suonare insieme due magliette di colore diverso, che stanno in segno, che conoscono a memoria la suonata e che al termine, sorridenti e soddisfatti, si abbracciano con una pacca sulla spalla.

Un mondo che non ha età, ragazzi di quindici, vent’anni, spavaldi e allegri, già esperti e bravi come i maestri; maestri con qualche anno in più che sono veri  professionisti, per finire con i veterani, campanari ormai storici, che sanno tutto e sono molto bravi a raccontare tante vere storie di campane, campanari e campanili. Un mondo maschio per tradizione, forse anche per abitudine; ma, pur se in questa occasione non si sono viste, ci sono già diverse giovani donne capaci di cimentarsi in questa disciplina “attenti che stiamo arrivando”.

Splendido, curioso e completamente al di fuori della nostra tradizione il CARILLON austriaco GRASSMAYR: una bellissima campana decorata collegata all’orologio e una serie di 17 piccole campane collegate ad una tastiera da pianola; qualunque melodia battuta dalle campane è sempre d’impatto, ma l’inno di Mameli, che Giacomo ha accennato casualmente, ha emozionato, lasciato un segno e strappato molti applausi.

Parcheggiato sul camion a piazzale Bonzagni, il castello dei Campanari di San Luca, 6 campane, sempre alla bolognese davano il benvenuto a chi si avventurava verso il centro.

Davanti alla Chiesa di San Lorenzo, le campane ambrosiane, su un’ incastellatura completamente di ferro, suonavano grazie alle grandi ruote metalliche collegate alle funi. Toni senza dubbio squillanti. Qui si sono davvero divertiti anche i bambini.

I campanari veronesi erano situati di fronte alla Rocca;  con le cuffie alle orecchie, seguivano un maestro campanaro, che, come un direttore d’orchestra con tanto di spartito, teneva il tempo e dettava il ritmo della musica.

Ai Giardini Ugo Bassi, vi era il castello di Capanni dei campanari Genovesi: 13 campane fisse e ferme con i batacchi collegati con un cavo d’acciaio ad una tastiera in legno che, percossa con i martelli, dà vita alle diverse melodie. Anche questa è musica, potente, inconsueta, che richiede un’ abilità e una tecnica del tutto uniche.

I più attenti avranno di certo notato le diversità di sagome delle campane, apprezzato le decorazioni e cercato di leggere e interpretare le incisioni. Un bel modo per proporre ad un ampio  pubblico questa arte e la sua tradizione.

Un mondo sconosciuto per chi non frequenta i campanili, riportato a terra per il centenario e che purtroppo, nella nostra zona, rimarrà a terra per molto tempo  a causa dei pesanti danni dovuti al terremoto. Ma per un giorno ce lo siamo quasi dimenticato!

 

GARE

Anche quest’anno ci sono state soltanto due gare, come ormai succede da diversi anni.

Il  29 aprile si è svolta la tradizionale gara di Fiesso, organizzata  dal Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei. La seconda gara è stata la tradizionale Gara delle Coppe, svoltasi pressola Parrocchia di San Lorenzo di Prunaro, il 28 Ottobre. La partecipazione alla gara è stata scarsa, infatti si sono presentate solo 8 squadre. Si sono aggiudicati i primi premi nelle varie categorie le seguenti squadre:

I Cat.              Coppa S. Petronio    Massumatico

II Cat.             Coppa Manfredi      Interdiocesana

III Cat.           Coppa Luminasi      Sillaro

IV Cat.           Coppa Bianconi       Longara

Un ringraziamento particolare va al parroco Don Edelwais Montanari, ai campanari locali, ai parrocchiani e a tutti coloro che si sono adoperati per la buona riuscita della gara. Le sere delle prove sono state veri e propri ritrovi conviviali, con un non so che di familiare. Per il prossimo anno, speriamo che il numero delle squadre partecipanti aumenti e, già da ora, invitiamo le varie squadre a ricreare, nel giorno della gara, quello spirito associativo che ci ha caratterizzato per cento anni e che ci ha sempre visti numerosi in queste occasioni.

 

CONCERTI, ESIBIZIONI E RADUNI

14-15 Gennaio Nei pomeriggi di sabato e domenica, si è svolta la tradizionale festa dei campanari nella Parrocchia di San Bartolomeo di Musiano. Attorno al grande fuoco acceso, scaldandoci tra un doppio di campane e l’altro, ci siamo ritrovati in tanti perla Festività di S. Antonio Abate. Molti infatti sono stati i campanari che hanno partecipato, assieme ai parrocchiani e a tanti estimatori dell’arte campanaria bolognese. Non sono mancati i generi di conforto che hanno allietato la convivialità dei convenuti: il buon vino e la tradizionale porchetta sono stati molto apprezzati. Ringraziamo quanti hanno organizzato e consentito il ripetersi di questo incontro: i Parrocchiani, Memo, che è stato da sempre l’anima di tale festa, ed anche il nuovo Parroco don Orfeo Facchini.

 

2 Febbraio La sera della Candelora, ci siamo ritrovati sul campanile della Collegiata di Cento per l’esecuzione dei doppi della Vigilia di San Biagio, Patrono della cittadina. Come al solito, la cella campanaria si è gremita di campanari che hanno suonato tutta la sera e si sono misurati con uno dei concerti più impegnativi da suonare alla bolognese: la ragguardevole mole dei bronzi unita ad una pronunciata oscillazione della torre costituiscono una prova d’esame severa per qualsiasi squadra di campanari, che, dal loro canto, si sottopongono di buon grado e con spirito di sfida alle insidie del campanile. Al termine siamo saliti sopra la cella per terminare in piacevole compagnia la serata e per rifocillarci e rinfrancarci dalle fatiche campanarie. Grazie ai campanari centesi per l’ accogliente e piacevole organizzazione.

24 Marzo Nel pomeriggio, una squadra di campanari si è cimentata nella manovra principe dell’arte campanaria bolognese: la scappata con i bronzi della Cattedrale di San Pietro. La scappata è una parte del doppio bolognese che viene normalmente eseguita quasi tutte le volte che si eseguono dei doppi  a ciappo, cioè utilizzando corde di opportuna lunghezza. Nella scappata si portano le campane, in modo ritmicamente ordinato e con oscillazioni successive di ampiezza sempre maggiore, dalla posizione di riposo a quella di equilibrio instabile, cioè con le bocche rivolte verso l’alto (in piedi); a questo punto si esegue il doppio propriamente detto; quindi si effettua una manovra specularmente opposta alla scappata, chiamata calata, che serve per riportare le campane in posizione di riposo e terminare così la suonata. La mole delle campane della Cattedrale (che sono le più grosse della Diocesi: la campana maggiore pesa circa 33 quintali), unita all’ ampia oscillazione del campanile (alto72 m) fanno sì che normalmente esse siano suonate a trave; evitando scappata e calata e partendo con le campane già in piedi (la grossa è mantenuta in questa posizione costantemente tramite puntelli), i campanari possono suonare a doppio le 4 campane di San Pietro con minore fatica e minor numero di uomini (solo12 in questo caso). Ogni tanto, in occasione di eventi particolari, i campanari tentano la scappata con le campane della Cattedrale sfidando le insidie del peso dei bronzi e dell’onda pronunciata della torre, che contrasta la corretta gestione dei bronzi; si convoca una squadra selezionata e si tenta l’impresa. Quest’anno,, in occasione del centenario, molti giovani campanari, che non avevano mai partecipato attivamente alla scappata in S. Pietro, sono stati inseriti in squadra assieme ai seniores over 35, che già avevano fatto questa esperienza. La voglia di riuscire da parte dei giovani si poteva toccare con mano ed il loro grande entusiasmo ha trascinato anche i più anziani a partecipare all’impresa. Si sono eseguite in tutto 4 scappate di cui una venuta bene, una fallita, e due con alcune sbavature; nel complesso, però, è stato un bellissimo pomeriggio, durante il quale il testimone dell’arte campanaria bolognese è stato trasmesso a nuovi campanari.

21 Aprile Nel pomeriggio del giorno del nostro secolare compleanno, per far festa assieme a tutti i campanari dell’ U.C.B., abbiamo ricevuto, nella sede storica sita sul campanile di San Petronio, i rappresentanti delle Autorità Religiose e Civili di Bologna. Sono saliti sulla torre campanaria il Pro Vicario Generale Mons. Gabriele Cavina, il Sindaco di Bologna Virginio Merola ed il Primicerio della Basilica Mons. Oreste Leonardi; dopo il saluto del Presidente, essi hanno preso la parola, ci hanno rivolto gli auguri ed attestata la vicinanza, sia della Chiesa, che della Città di Bologna. Hanno inoltre auspicato coralmente che la tradizione del suono delle campane alla bolognese, affidata alle nostre premure ed alla nostra passione, possa essere tramandata intatta nella sua sostanzialità alle generazioni future, in modo che l’emozione che essa suscita nei cuori delle persone che ascoltano possa attraversare i secoli come testimonianza della cultura popolare della nostra gente. E’ stato un momento emozionante e carico di gioia per tutti noi; terminato l’incontro, siamo saliti tutti insieme in cella e, con i bronzi della Perinsigne Basilica, abbiamo tenuto un’ accademia di arte campanaria ai nostri illustri ospiti, che si sono mostrati molto interessati; il Sindaco, che per la prima volta vedeva dal vivo come si suonano le campane a Bologna,  ha manifestato un grande entusiasmo per il concerto e per come è stato eseguito.

22 Aprile Abbiamo portato in Piazza Maggiore il concerto di campane mobili dei campanari di Cento e Decima per fare festa assieme a tutti i cittadini bolognesi. La giornata è iniziata presto: alle 8.00 del mattino le campane erano già montate ed alle 9.00 abbiamo cominciato a suonarle e a tenere un’accademia campanaria bolognese che è durata un intero giorno. Tra una suonata e l’altra, vi è stata la possibilità di interagire con le persone che si sono mostrate curiose, interessate e prodighe di domande relative a ciò che vedevano; la piazza era divisa conla Strabologna (non per nostra scelta, ma per i capricci del tempo che avevano costretto a posticipare questa manifestazione) e le esibizioni sportive della UISP; l’affluenza di pubblico creata da questi eventi ha giovato anche alla nostra festa, poiché le persone confluite nella piazza, richiamate dai nostri concerti, hanno potuto vedere e sentire come suoniamo le campane secondo la nostra amata tradizione. Dopo la pausa per il pranzo della squadra, nel pomeriggio si è ripresa l’accademia che è terminata verso le ore 19. E’ stata una bella festa e moltissimi campanari, alla spicciolata tra sabato e domenica, hanno partecipato almeno ad una parte di questi due appuntamenti così importanti per la vita sociale della nostra Unione Campanari Bolognesi.

13 Maggio Abbiamo tenuto un’ accademia di arte campanaria al centro anziani di Funo di Castel Maggiore, con il concerto delle campane mobili di Decima. La giornata è iniziata al mattino e non certo sotto i migliori auspici: il tempo si mostrava poco favorevole, la pioggia era battente; poi, durante la mattinata, abbiamo suonato sotto una pioggia gentile che ha consentito a molte persone di arrivare. Dopo il pranzo abbondante e gustoso, nel pomeriggio, con un tempo più clemente, abbiamo suonato a lungo e molta gente è arrivata ad assistere all’ esibizione.

2 Settembre Solenne concerto di campane sul campanile della Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio di Piano per la riapertura della Chiesa dopo gli eventi sismici. Bella l’iniziativa della Parrocchia, che ha voluto richiamare il popolo nella Casa del Signore, facendo suonare i Sacri Bronzi che, da sempre, convocano i fedeli, solennizzano le cerimonie e aprono i cuori al ringraziamento verso Dio.

30 Settembre In questa giornata ci siamo trovati a Cento per il 52° Raduno Nazionale dei Campanari. Come tutti sapete, questo evento, previsto per il 27 Maggio, ha dovuto essere rimandato a causa del terremoto che ha colpito proprio quelle zone. La riorganizzazione del raduno e i relativi tagli di programma hanno un po’ snaturato il progetto originario che prevedeva sia l’esposizione della mostra storica dell’ U.C.B. nella rocca della cittadina, sia le visite guidate, per coloro che lo avessero desiderato, ai monumenti civici, alla pinacoteca ed alle chiese artistiche di Cento. Non è stato semplice fermare la macchina dell’organizzazione e poi rimetterla in moto, ma abbiamo pensato che proprio da Cento dovevamo ripartire perché il suono delle campane rincuora, esorta ed entusiasma; quindi abbiamo tenuto la barra ferma e abbiamo richiamato tutti gli amici campanari delle associazioni italiane in quella bella cittadina. I vari concerti sono stati montati lungo la direttrice principale e tutti hanno suonato secondo la propria tradizione, con un entusiasmo, una forza, un’ amicizia fraterna che hanno dato al Raduno una nota di particolare bellezza. Grazie di cuore a tutti gli amici campanari d’ Italia che si sono stretti attorno a noi e ci hanno fatto sentire il loro affetto e la loro solidarietà, lo abbiamo apprezzato e siamo stati felici di ospitarli. La giornata è stata bella e partecipata, anche i Centesi sono usciti per le strade ed hanno sentito suonare le campane per la prima volta dopo l’evento sismico, forse un sintomo che la vita della comunità stava normalizzandosi in quanto la voce più cara al paese, quella delle campane, si tornava ad udire per le strade e riempiva le piazze. Grazie a Monsignore Stefano Guizzardi, grazie all’Amministrazione Comunale di Cento: al Sindaco, all’ Assessore alla cultura e grazie a tutti i Cittadini Centesi per la collaborazione fattiva e l’ ospitalità mostrata.

11 Novembre Si è tenuta un’ accademia campanaria alla festa del ringraziamento della Coldiretti a Crevalcore. Il concerto mobile di Decima ha allietato la festa ed una squadra di campanari ha suonato prima e dopola Celebrazione Liturgica della S. Messa di Ringraziamento.

18 Novembre Si è svolto il Raduno dei Giovani in Romagna, esattamente in contemporanea nei campanili di S.Silvestro e di S. Pier Laguna, nelle campagne appena fuori Faenza. La partecipazione è stata molto significativa ed assai serena, con la presenza di campanari dell’Unione, provenienti da ogni angolo del territorio. A San Pier Laguna è stata celebrata la messa per tutti i campanari defunti, in particolare per il nostro amico Remo Ballardini che quest’anno ci ha salutato improvvisamente e che apparteneva alla suddetta parrocchia. Come succede in tutti i raduni, nei locali di S. Silvestro abbiamo consumato in allegria un pranzo curato in maniera molto diligente dai volontari della parrocchia, momento assai bello e sereno, tipico del nostro far festa tutti assieme. Personalmente ho avuto molto piacere e sono stato molto felice nel vedere che tutti i ragazzi (sia di oggi che di ieri!) condividevano la voglia e la gioia di stare assieme, a scherzare e a suonare anche mischiati tra loro, un atteggiamento che rispecchia molto bene l’intento primo dell’associazione: portare avanti la tradizione tutti insieme, cercando sempre di mettere a disposizione degli altri ciò che sappiamo fare.

23 Dicembre E’ stato eseguito un solenne concerto di campane per la riapertura della Chiesa Parrocchiale del Poggetto di San Pietro in Casale. Speriamo che presto questi solenni concerti possano moltiplicarsi in modo positivamente contagioso in tutta l’area interessata dal sisma del Maggio scorso, dove sono ancora molte, purtroppo, le Chiese ed i Campanili inagibili. Noi Campanari ci impegniamo fortemente, assieme alle comunità locali, per recuperare pienamente e nel più breve tempo possibile la funzionalità delle nostre torri campanarie, in modo che la sofferenza prodotta dal loro forzato silenzio si tramuti presto nella prorompente gioia di uno squillante tripudio di ardenti rintocchi bronzei, quasi fossero dei sonori fuochi artificiali.

 

CAMPANILI  E  CAMPANE: RESTAURI  ED  ELETTRIFICAZIONI

Anche l’anno 2012 è stato caratterizzato da un’opera di intensa manutenzione e ripristino delle celle campanarie, volta a conservare e valorizzare il nostro prezioso patrimonio campanistico. Sul campanile di San Petronio sono stati rilegati i battagli della grossa e della mezzana; a Calderino è stata restaurata la cella e cambiati i finestroni; a Salvaro è stata restaurata la cella e restaurati i finestroni; all’Abbazia di Monteveglio è stato ancorato il castello, rifatta parte dei ceppi e dei ferramenti; a Pegola sono stati restaurati la cella campanaria  e i ceppi; a Musiano sono state rifatte le pedane delle due campane minori, sistemata la pedana delle mezzane, allontanata la spalliera della grossa e rivisto il peso nel ceppo della mezzanella; a Santa Maria della Carità è stato alzato il trave dei motori e montati gli sganci rapidi, montate quattro stanghe nuove e la spalliera della piccola; a Panico sono stati restaurati i ceppi e messe in asse due campane; a Toscanella è stato ripristinato il concerto campanario, elettrificato in maniera irreversibile nel 1964, montati ceppi in ferro, riportati i battagli al peso corretto, girata di 90° la campana maggiore a causa dell’usura e ripristinato il piano di legno; a San Francesco d’Assisi, a Faenza, è stata ruotata la campana piccola di 90° causa usura e si è eseguita la manutenzione ai ceppi della piccola e della mezzanella; a Magliano (Forlì) è stato rifatto il castello delle campane e una manutenzione straordinaria ai ceppi, sono state rifatte le stanghe dei ferramenti e sono stati rilegati tutti i battagli; a Savio (Ravenna) sono stati rilegati i battagli; a Gallisterna (Riolo Terme) sono stati ripristinati il piano in legno e le spalliere, applicati gli sganci rapidi ai motori; a Borgo Rivola (Riolo Terme) è stata rifusa la mezzanella ad opera della fonderia Capanni, aggiunta la campana quarta e la sesta (montate fisse) per poter creare il carillon; a Casola Valsenio è stato ripristinato il concerto, eliminando i pesi aggiunti nei battagli e  applicando le spalliere in legno; a San Silvestro Papa, a Faenza, è stato riparato l’anellone per il fissaggio del battaglio; alla Beata Vergine del Paradiso, a Faenza, la cella campanaria è stata trasferita dalla cella campanaria a terra sul campanile in cemento armato di recente costruzione.

Ringraziamo tutti i campanari che nel corso dell’anno si sono presi cura del nostro patrimonio campanario.

 

SOCI DEFUNTI

L’Annuale Messa di suffragio per tutti i Campanari defunti si è svolta nella Basilica di San Petronio la mattina di domenica 4 novembre.

Questi i Soci che nel 2012 ci hanno lasciati per raggiungerela GerusalemmeCeleste: Ballardini Remo, Nannetti Ugo, Onofri Ennio.

A fine gennaio siamo venuti a sapere, tramite un parente di un Socio, che il 2 di gennaio era venuto a mancare Gamberini Fernando. Da tempo ricoverato in una Casa di Riposo a Casalecchio di Reno, rimasto solo senza parenti stretti, il giorno delle esequie non ha avuto, purtroppo, alcuna rappresentanza dal mondo campanario.

A lui, come a tutti gli altri, va il nostro più caloroso affetto e l’affidamento delle loro Anime alla Beata Vergine di San Luca.

 

 

UNIONE CAMPANARI BOLOGNESI

Corte de’ Galluzzi 12/2 40124 BOLOGNA

www.unionecampanaribolognesi.it

Tel. 327 3248223

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