BOLLETTINO 2013

LA TORRE DI S. PETRONIO 

BOLLETTINO DELL’UNIONE CAMPANARI BOLOGNESI

Anno XIII                                          Dicembre 2013

UNO PER TUTTI, TUTTI PER UNO

“Ragazzi, non smettete di suonare perché è una sofferenza! Io me le sogno alla notte, è una malinconia che non si può descrivere!” Questa è l’essenza vera che riassume in toto ciò che ci unisce, la voglia e la bellezza di suonare le campane, è una frase che uno dei nostri “senior” ci ha regalato l’ultima volta che siamo passati a salutarlo; è il significato pieno e schietto di quello che deve esserci in un’associazione come la nostra, composta da persone che perpetuano una tradizione bella, che ti appaga quando la eserciti e che ti manca quando non la fai. In un mondo dove tutto si uniforma, noi siamo una differenza, siamo una valida proposta alternativa di come divertirsi in maniera semplice ed in gruppo, sperimentando cosa vuol dire stare insieme agli altri, condividendo, dai nostri cari campanili, esperienze, battaglie, vittorie e sconfitte. Suonare le campane alla bolognese è un gioco di squadra, ove tutti fanno del proprio meglio per combattere una vera lotta: quella cioè di sfidare se stessi  ad impegnarsi al massimo, così che gli altri componenti facciano la minor fatica possibile e che quindi il risultato finale sia quello di essere tutti “in segno”. Questo implica a volte l’esigenza di anteporre il bene di tutti al proprio desiderio o alle proprie aspirazioni; l’alternativa già citata porta proprio a questo: mettersi nella condizione di  guardare tutti uniti ad un unico obiettivo comune, il bene della campaneria. Ruolo fondamentale lo hanno le nuove leve, tutti coloro cioè che sono attratti dalle campane, dalla campaneria, dalla tecnica e dal clima che si respira sui campanili; sono la linfa vitale che ci dà la certezza che tutto continuerà ancora per lungo tempo, a patto che tutti noi, nessuno escluso, ci mettiamo a disposizione di chi ha voglia di imparare, gioendo insieme per le loro vittorie, correggendo i loro  errori, sorreggendoli  nei momenti di sconfitta, incoraggiandoli a non demordere. Infatti la “missione” più difficile (anche più difficile dell’insegnare a suonare) è proprio quella di trasmettere, ancor prima della tecnica, la passione, quella cosa che ci fa sentire soddisfatti quando si suona bene e quando si passa un bel momento in campanile. Proviamo a ripensare tutti a cosa ci è piaciuto la prima volta che siamo saliti in campanile, la prima volta che abbiamo conosciuto e visto i campanari all’opera: è questo che dobbiamo coltivare nelle nuove leve! Diciamo loro che la campaneria chiede sacrifici, tempo e a volte fatica ma in cambio dà tanto, è una scuola di bellezza e di vita, e questo è un valore che, a chi ancora non conosce la nostra tradizione, sfugge.

A.V & D. C.

ASSEMBLEA GENERALE

L’assemblea annuale del 2013 si è svolta Domenica 10 Marzo nei locali della parrocchia di San Michele Arcangelo di Quarto Inferiore, alla presenza di una settantina di soci. Alle ore 15 ha avuto inizio l’assemblea con la lettura della relazione morale da parte del Presidente Rossi, mentre il Vicepresidente Zambon ha dato lettura della relazione finanziaria, poiché il Cassiere era assente per motivi di salute. Dopo alcuni chiarimenti richiesti da alcuni soci, le relazioni sono state approvate all’unanimità. Si è poi proceduto alle votazioni per il rinnovo del consiglio direttivo; vi sono state tre nuove candidature tra i soci:  Roberti Federico di Piancaldoli, Venturi Andrea di Faenza e Cariani Denis di Renazzo.

Durante la prima riunione del consiglio direttivo sono state così nominate le cariche:

            Presidente:          Rossi Mirko

            Vicepresidente:  Zambon Angelo

            Segretario:         Borghi Simone

            Cassiere:            Saletti Michele

            Consiglieri:         Cariani Denis, Roberti Federico,

                                       Trevisani Marco, Venturi Andrea,

                                       Zaccarini Giovanni

Terminata l’assemblea, i soci ospitanti hanno offerto un piccolo rinfresco.

S. B.

CLERO E SERVIZI

Oltre ai vari servizi che si svolgono annualmente e tradizionalmente nei “nostri” campanili, si evidenziano i seguenti eventi particolari:

3 Ottobre.   La sera della Vigilia di San Petronio, le campane della Basilica cara ai bolognesi, e particolarmente cara ai campanari perché culla della loro tradizione musicale, hanno nuovamente fatto risuonare le proprie voci nel cielo della città. In seguito all’evento sismico del Maggio 2012, a scopo prudenziale, era infatti stato interrotto l’uso delle campane, per verificare lo stato degli stabili della Basilica e del campanile. Dopo questo periodo di ferma e di innaturale silenzio, fatte le rilevazioni tecniche dal caso, Monsignor Leonardi ci ha accordato il permesso di riprendere a suonare. La possente torre campanaria ha mostrato la propria granitica resistenza e, durante l’esecuzione del concerto, noi campanari non abbiamo evidenziato la benché minima variazione di stabilità, rispetto ai tempi precedenti il terremoto. Per noi è stato un momento di particolare gioia poter nuovamente suonare le prestigiose campane che, per prime, hanno squillato a doppio alla bolognese. Grazie a tutti coloro che si sono prodigati ed impegnati per poter ripristinare la normale funzionalità di questo importante concerto, di grande valore storico e simbolico.

27  Ottobre.   La Chiesa di San Pietro Capofiume, dopo i restauri eseguiti per riparare i danni sismici subiti, è stata riaperta ai fedeli. Per questa occasione, alcuni Parrocchiani, assieme al Parroco, hanno contattato i campanari per un sopraluogo in campanile, al fine di verificare la necessità, o meno, di eseguire lavori per ripristinare il suono a doppio, considerato che, da circa 20 anni, quelle campane non erano più state suonate a mano. Per fortuna la torre aveva bisogno solo di una buona ripulita e poco più. La mattina della riapertura, i campanari hanno suonato nuovamente a doppio i sacri bronzi. Grazie a tutti coloro che hanno lavorato e si sono resi disponibili.

24  Novembre.   In occasione della riapertura al culto della Chiesa Parrocchiale di Argelato, dopo la chiusura a seguito del sisma del 2012, è stato eseguito un concerto con le campane del campanile. Grazie a chi ha organizzato e a chi ha suonato; è importante che anche col suono della campane si celebrino questi eventi di festa per una comunità cristiana.

15  Dicembre.   Anche le campane della torre campanaria della Collegiata di San Giovanni in Persiceto hanno solennizzato la riapertura della bellissima Chiesa, dopo la chiusura per riparare i danni causati dal sisma. Durante le processioni che hanno radunato il Popolo in Chiesa, i sacri bronzi hanno nuovamente suonato e riempito dei loro rintocchi non solo il cielo, ma anche i cuori di coloro che quella mattina si sono ritrovati per fare festa e ringraziare Dio. Grazie a tutti quelli che, a vario titolo, si sono prodigati per dare la propria adesione.

26  Dicembre.   Dopo aver preso contatto con la Comunità Benedettina Brasiliana che regge l’ antica Basilica di Santo Stefano, abbiamo richiesto di poter suonare le campane che da due anni erano ferme. Padre Bento, il Priore, ci ha concesso immediatamente di poter suonare i doppi, come da consolidata tradizione, nel giorno del Santo Patrono. La mattina di Santo Stefano, Padre Bento ci ha grandemente onorati venendo con noi in cella campanaria per assistere all’esecuzione del concerto; lui infatti, che proviene dall’America Latina, desiderava vedere e conoscere come si suonano le campane a Bologna; è rimasto piacevolmente meravigliato nel vedere la nostra bella tecnica secolare e si è complimentato con noi.

M. R.

RADUNO NAZIONALE

Il 53° Raduno Nazionale dei Campanari si è svolto il 25 e 26 Maggio nella stupenda cornice medioevale di Sansepolcro, in provincia di Arezzo. Il raduno è stato organizzato dal gruppo campanari “Borgo Sansepolcro” e rientrava nei festeggiamenti del millenario della costruzione della cattedrale della città.

Il programma del raduno prevedeva, nella giornata di sabato, la visita guidata della città: la Pinacoteca, dove sono esposte molte opere di Piero della Francesca, compresa la famosa tela di Cristo che esce vittorioso dal sepolcro; la casa di Piero, dove era stata allestita l’interessantissima mostra di campane appartenenti al collezionista Gianfranco Acazi, la più antica delle quali risaliva al XIII secolo; sempre qui, alle pareti, erano esposti vari documenti, tra i quali alcuni editti dell’Ottocento che regolamentavano il suono delle campane, stabilendo precisi orari e divieti, e una serie di testate de “la Domenica del Corriere”, tra le quali, con nostra grande meraviglia, anche quella che illustrava l’incidente avvenuto a Piumazzo nel 1933, incidente sempre ricordato dai nostri campanari più anziani; il Museo Civico che, accanto ai reperti, ospitava una curiosa collezione di chiavi e chiavistelli del XVII e XVIII secolo; privatamente, si poteva andare a visitare il Museo Aboca, il famoso marchio di prodotti erboristici che ha qui la propria sede ed espone un notevole repertorio di mortai, bilance, testi antichi, distillatori… e la stanza degli odori ove sono raccolte quantità di erbe officinali che saturano l’aria con i loro profumi; poi ancora il Duomo, dalla severa facciata romanica, e la piazzetta con la bella statua bronzea dedicata alle merlettaie.

Sempre nella giornata di sabato si è tenuta la prima assemblea generale della Federazione Nazionale Suonatori di Campane, (federazione nata fra tutte le associazioni d’Italia, alla  quale l’Unione Campanari ha deciso, per il momento, di non aderire).

Il pomeriggio si è chiuso con la sfilata e lo spettacolo degli sbandieratori.

La domenica, il raduno si è svolto secondo il programma tradizionale: accoglienza calorosa e colazione abbondante, concerti nei vari sistemi, Santa Messa nella Basilica Concattedrale di San Giovanni Evangelista, pranzo presso un  agriturismo a pochi chilometri da Sansepolcro, ripresa dei concerti e, infine, il commiato e la partenza.

Anche se taluni lamentano la ripetitività di queste manifestazioni, la giornata del Raduno si conferma un’occasione fondamentale di incontro e confronto fra i campanari provenienti da tutta Italia. Un’occasione di scambio culturale e personale, sia per quanto riguarda la campaneria, sia per quanto riguarda l’arte, la storia, le tradizioni della città ospitante.

G. Z.

GARE

Quest’anno il numero delle gare è stato in controtendenza rispetto agli ultimi anni: ne abbiamo avute ben quattro.

L’anno è stato aperto  il 14 Aprile dalla gara a Stiolo, nella Chiesa di S. Donnino, organizzata dai campanari locali  e coordinata dal consigliere Roberti.  Si ringraziano i soci organizzatori e tutti coloro che si sono adoperati per offrirci una calorosa accoglienza, sia nelle sere delle prove, sia durante il giorno della gara.

Dopo appena quindici giorni si è gareggiato di nuovo nella tradizionale gara di Fiesso, organizzata dal Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, il 28 Aprile.

I campanari modenesi hanno organizzato, il 3 Giugno, una gara a Recovato, in ricordo dei loro campanari defunti Romano Barbolini e Aldo Toni.

La conclusione dell’anno spetta, come sempre, alla gara delle coppe, il 1° Dicembre, nell’ impegnativo campanile della parrocchia di Sant’Andrea Apostolo, a Quarto Superiore. Si ringraziano i campanari locali e Mons. Girotti Umberto per la disponibilità e l’accoglienza. La partecipazione, considerando i tempi che corrono, è stata buona, ben 13 squadre, probabilmente tutte accorse per confrontarsi in una doppia sfida: contro l’onda del campanile e contro le altre squadre. Si sono aggiudicate i primi premi delle varie categorie le seguenti squadre:

I    Cat.           Coppa S.Petronio        Stiatico

II   Cat.          Coppa Manfredi          San Luca

III Cat.           Coppa Luminasi          Canos

IV Cat.           Coppa Bianconi           Padulle

M. T.

CONCERTI – ESIBIZIONI – RADUNI

19-20 Gennaio.   Come da tradizione, si è svolta, presso la Parrocchia di San Bartolomeo di Musiano, la festa di S. Antonio Abate, durante la quale il ruolo centrale spetta alle campane suonate a doppio ed anche ai campanari. Attorno al grande falò, che arde in continuazione per due giorni, si ritrovano parrocchiani e campanari per festeggiare assieme, non disdegnando qualche panino farcito con l’ottima porchetta e la profumata coppa, e neppure qualche buon bicchiere di generoso vino. Ringraziamo tutti coloro che hanno organizzato questa bella occasione di incontro, sia i parrocchiani, sia il Parroco, don Orfeo Facchini.

17 e 24 Marzo.   Le Comunità Parrocchiali ed i Campanari di Pieve di Cento e di Cento, in occasione delle tradizionali celebrazioni delle 40 Ore di adorazione al SS. Sacramento, pur avendo ancora i propri campanili inagibili a causa del terremoto del 2012, non hanno voluto rinunciare a scandire l’avvicendarsi dei gruppi di preghiera durante le varie ore con il suono delle campane, così come da secoli viene fatto. Pertanto hanno utilizzato il concerto mobile dei campanari di Decima e Renazzo, per potere egualmente dare i segnali al Popolo e solennizzare con i doppi questo importante evento liturgico, così sentito e partecipato dai Parrocchiani. Bella e simbolicamente importante l’iniziativa, complimenti e grazie a chi si è adoperato per l’organizzazione e si è prestato per suonare.

31 Maggio.   Nel pomeriggio si è tenuta un’ esibizione di suono di campane, secondo i canoni della tradizione bolognese, sul piazzale antistante la Fiera di Bologna, in occasione  del 50° della Co.Pro.B. (l’ Associazione dei Bieticoltori). Il concerto mobile delle 5 campane dei campanari di Decima-Renazzo è stato suonato dal nutrito gruppo di campanari che hanno partecipato all’ evento; è stato un bel pomeriggio di festante convivialità.

2 Giugno.   Molti soci hanno partecipato ad una manifestazione di arte campanaria nel centro di Correggio (RE), in occasione dei lavori di restauro della Chiesa di San Quirino ed in attesa del ripristino del concerto che sarà nuovamente suonabile a mano. Per l’occasione, sono state portate in piazza le 6 campane del concerto mobile delle Fonderie Capanni. E’ stata una bella occasione per suonare fra la gente e mostrare una tradizione che spesso, pur essendo ancora viva, passa inosservata alle persone, che difficilmente salgono sui campanili e sovente credono che il suono delle campane sia registrato.

22 Giugno.   Si è tenuta una piccola Accademia di arte campanaria sui campanili dei S.S. Gregorio e Siro e di Santa Caterina di Strada Maggiore, per una piccola delegazione di campanari inglesi ed alcuni loro amici italiani. Alcune studentesse italiane in Inghilterra avevano conosciuto Emma Smith, musicista famosa per aver organizzato concerti di campane, facendo suonare contemporaneamente  diversi campanili in alcune città inglesi. Queste ragazze bolognesi  proposero dunque a Emma di organizzare un concerto simile a Bologna, e sono riuscite a  realizzare un progetto che ha avuto il Patrocinio del Comune di Bologna. L’Accademia aveva lo scopo di fare capire ad Emma come sono strutturati i nostri doppi e farle vedere i nostri campanili.

Per dar luogo a questo evento, occorrevano campanari (per suonare i campanili di Bologna) ed occorreva anche che la Curia di Bologna  concedesse l’uso dei campanili per il concerto che si sarebbe eventualmente tenuto in seguito.

30 Agosto.   Alla sera si è tenuto il concerto che Emma aveva pensato per Bologna: i campanili dei S.S. Gregorio e Siro, San Giacomo Maggiore e San Bartolomeo e Gaetano hanno suonato contemporaneamente; in seguito, il campanile della Cattedrale ha chiuso la serata in assolo. Per i tre campanili che hanno aperto il concerto, Emma aveva scritto un doppio per l’occasione che è stato eseguito nei pezzi di Scala San Pietro e Certosa, uno per ciascun campanile.

La sera è stata magica e, mentre il sole calava e il viraggio cromatico del tramonto dava una suggestione particolare, le campane hanno riempito il cielo dei loro suoni. Molti bolognesi si sono riversati in centro e le strade e le piazzette sotto i campanili brulicavano di persone col naso all’insù. Alcuni fortunati hanno assistito al concerto dalla terrazza dell’ Hotel S. Donato, che praticamente è sul tetto del palazzo, ed altri dall’alto della torre Prendiparte.

Nei giorni seguenti il numero di video postati in rete dai bolognesi non si contavano.

E’ stato un ottimo evento per valorizzare uno dei tesori popolari più antichi e caratteristici della tradizione culturale della nostra città e delle nostre terre. Grazie a tutti coloro che lo hanno reso possibile: persone, organizzatori, autorità, istituzioni… non facciamo nomi perché troppo lunga sarebbe la lista, ma basti il ricordo dell’ entusiasmo condiviso in quei giorni.

19 e 20  Ottobre. Pellegrinaggio a Roma.

     La mattina è fredda, lenta a svegliarsi, avvolta com’è dal buio.

In piazza Bracci, a san Lazzaro, alcuni venditori ambulanti alitano sulle mani e temporeggiano: csa faggna? andan ban a tor un cafà!…

Nei sandali francescani, inopinatamente scelti in un impeto di ottimismo a oltranza, i piedi sformicolano di freddo.

Pian piano, la piazza e la via Emilia si animano: le felpe granata spuntano da ogni parte, la combriccola si ritrova, si riunisce, saluti e richiami riempiono l’aria e scaldano l’atmosfera; appaiono scatoloni misteriosi, provenienti chissà da dove, passano di mano in mano e spariscono nell’enorme ventre del pullman, seminando una scia che stuzzica l’olfatto, solletica il gusto e induce lo stomaco a ipersecrezione di succhi. Come i cani di Pavlov fiutiamo buono, anche senza campanelli…

Tutti a bordo, finalmente. Bisogna andare a caricare “gli altri”, che aspettano a Casalecchio con pazienza enorme e granitica certezza: non saranno lasciati a piedi.

Eccoci a Casalecchio, ed ecco “gli altri”.

Il pullman è pieno, ora. Conta e riconta, ci siamo tutti. Gli assenti non han diritto di parola.

E si parte. Destinazione Roma!

Eh, Roma, amor amaro!

È inutile far finta di nulla: tutti abbiamo un rospo piantato in gola, un unico pensiero fisso e molesto, e più ci rimuginiamo, più rischiamo di cader vittime dell’accaduto. Il motivo dell’amarezza e della delusione che cova nei cuori sta nell’assordante abisso di silenzio che ha inghiottito la nostra richiesta  di poter portare in piazza san Pietro il concerto mobile dei Centesi per suonare, per il papa e i fedeli, i nostri bei doppi.

In breve: è stata fatta una domanda, a livello ufficiale, tramite canali ufficiali, e non si è avuta alcuna risposta. Né positiva. Né negativa.

Eppure lo dice anche il proverbio che domandare è lecito, e aggiunge anche che rispondere è cortesia.

Stare insieme, tuttavia, parlarne,  confrontarci, ci aiuta a digerire il boccone. I campanari sono persone simpatiche, aperte, leali, corporative e realiste. E piano piano, digeriti gli ultimi ossicini, del rospo piantato in gola non vi è più traccia.

Gli Appennini sono avvolti in una nebbia grigia che rifiuta ostinatamente di far penetrare il minimo raggio di sole. Le slanciate sagome dei cipressi ci annunciano che siamo in Toscana.

La prima sosta è alle porte di Arezzo, per sgranchire le gambe; e mentre vaghiamo trasognati nella nebbia come il nonnetto di Amarcord, ecco che dalla generosa pancia del pullman escono tavolinetti, sgabelli, mortadelle, salami, crescenti, vini… una “piccola” prima colazione per combattere il freddo e l’uggia del tempo!

Il nostro autista è uno stoico digiunatore astemio, che osservo con una punta di compassionevole invidia mentre gusto una generosa porzione di mortadella.

Quando ci sentiamo soddisfatti e satolli, riprendiamo posto e il viaggio continua più allegro di prima.

Gradatamente, la nebbia dirada; non più cipressi, ma alti pini marittimi (i pini di Roma, celebrati anche da Respighi!) ci dicono che siamo in Lazio e che, tra non molto, arriveremo a Roma.

E infatti ci arriviamo: è il giorno della manifestazione dei no-tav, dei no-global, delle comunità di base, dei disoccupati, dei sottoccupati, degli studenti, dei precari, degli arrabbiati… ma a noi va liscia: infiliamo la strada giusta, ci catapultiamo al ristorante, mangiamo come pascià, e poi… via! piazza san Pietro ci aspetta e spalanca per noi le braccia di quel meraviglioso colonnato, che pare così esile ed aggraziato, pur se composto da quattro ordini di generose colonne saldamente piantate a terra.

La visita alla cattedrale, alle grotte, la salita al cupolone, tutto si può fare qui; anche perdersi nella contemplazione della Pietà e smarrirsi nell’angoscia muta di quella mano desolata di Maria…

Poi la partecipazione alla S. Messa della Diocesi di Bologna all’interno della stupenda Basilica di san Pietro.

È il crepuscolo. Si accendono le luci sul palcoscenico della cristianità rendendolo, se possibile, ancor più affascinante. Siamo restii ad allontanarci…

Un blocco di traffico ci consente un bel fuoriprogramma: una passeggiata nel centro di Roma, lungo via Condotti (dove non sono scandalosi i prezzi delle merci esposte, ma il fatto che qualcuno se li possa permettere!) e fino a piazza di Spagna.

Che dire? Roma è sempre Roma: un caos di stili, un accatastamento di costruzioni, un bisogno di respirare aria libera perché mi ci sento soffocare. Perché Roma è troppa!

Cena in un ristorante direi storico, allietata da un coro di turisti veneti o altoatesini, che paiono omaggiarci intonando Romagna mia e proseguono, incuranti dell’ora tarda, con un nutrito repertorio di nostalgici canti della montagna, ai quali, naturalmente, ci associamo, a gola spiegata e con tutto l’entusiasmo di scolari in vacanza.

I Francesi dicono che un Italiano da solo canta e due Italiani che cantano insieme fanno un coro. Se ci sentissero cantare questa sera direbbero che un coro di Italiani è un’orchestra completa. E io sarei  pienamente d’accordo con loro!

È mezzanotte. Anzi, lo era! Il miraggio di poter raggiungere  un letto, anche solo passabilmente comodo, e dormire come un’orsa in letargo dilaga nella mente.

E il letto arriva. Anche più comodo del previsto. Buona notte, mondo, fino a domattina non ci sarò per alcuno!

C’è il sole, ma l’aria della mattina pizzica la pelle.

Mattinata libera, per chi lo desidera S. Messa a S. Paolo fuori le mura e appuntamento all’Angelus. Per questa passeggiata fuori dai tempi scanditi dall’orologio ho una guida eccezionale che mi fa apprezzare anche il più insulso ed anonimo sanpietrino e quasi mi convince che, in fondo in fondo, Roma può anche essere molto bella!

Poi, di corsa, all’Angelus.

Sarà la cadenza spagnoleggiante, sarà quel cortese Buon giorno!, sarà la semplice profondità di un messaggio scevro da ogni ricercatezza e sofismo teologico… sarà quel che sarà, ma le parole di ‘sto benedetto papa toccano corde segrete e sensibili e suscitano echi in  risposta. Da decenni attendevo parole simili.

Defluire da piazza è una piccola impresa.

Il pullman ci aspetta e ci conduce fuori dal caos e fuori da Roma.

Il viaggio, però, non è lungo: è ora di pranzo; un’area di sosta deserta permette di imbandire le tavole e di fare onore al più straordinario, pantagruelico, variegato, gustoso pranzo al sacco che si sia mai consumato sulle strade e autostrade d’Italia e del mondo!

Poi ancora in viaggio. Il pensiero di doverci separare, a breve, fa nascere piccole idee di ribellione, perché insieme siamo stati bene e ci siamo divertiti. Vorremmo fare altre soste, deviazioni, visite a ristorantini (!) e sagre(!!!)…

Ma la strada ci porta, inesorabilmente, a Bologna.

Un ringraziamento, per chiudere, a tutti coloro che si sono prodigati nell’organizzazione (peraltro perfetta!) di questo pellegrinaggio, ed anche a tutti noi che vi abbiamo partecipato, donando e ricevendo compagnia, amicizia e cordialità.

Un saluto e un ringraziamento all’autista astemio e sempre stoicamente a digiuno, che ci ha ricondotti a casa.

Una proposta: e se si andasse a trovare i campanari di Siviglia, che apprezzarono tanto la nostra mostra in san Petronio?

29 Ottobre.    Si è tenuta un’Accademia di Arte campanaria bolognese in occasione della visita degli amici campanari del Suffolk (Inghilterra). Un gruppo di una trentina di bellringers, capitanati dall’amico campanaro Stephen Pettman, sono venuti in Italia e ci hanno chiesto di poter vedere e sentire suonare alla Bolognese. Abbiamo suonato per loro dapprima sul campanile di San Pietro in Casale ed in seguito le campane mobili dei ragazzi di Cento nel locali dati dal Comune di Pieve di Cento per la scuola campanaria. E’ stata una bella giornata trascorsa in amicizia e serenità, le campane hanno allietato questo meeting e ulteriormente cementato l’amicizia che ci lega ai nostri colleghi di oltre Manica.

Rettifica del bollettino precedente: 2 Settembre 2012. Il solenne concerto di campane sul campanile della Chiesa Parrocchiale di S. Giorgio di Piano per la riapertura della Chiesa dopo gli eventi sismici, è stato commissionato dal ex-sacrestano e nostro socio Festi Raimondo. Grazie per quanto fatto.

17  Novembre    Raduno dei giovani a Campeggio

Campeggio, con il suo bel santuario nelle dolci colline del nostro Appennino, meta di pellegrinaggi perché all’interno vi è la ricostruzione, ingenua e suggestiva, della grotta di Lourdes…

Campeggio, con le sue aree cimiteriali, il viale dei cippi dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, il monumento per ricordare i caduti della seconda guerra mondiale, il cimitero, cui si accede passando tra le colonne che portano i nomi dei parroci che qui si sono succeduti…

Al di fuori dell’area sacra, raccolte in piccoli gruppi sparsi, quasi a tenersi calde, le case del paese.

A Campeggio arriviamo per una strada non tranquilla e non bene agibile, avvolti da una tipica nebbia novembrina che semina gelo nelle ossa. In montagna, poi, non si sa mai se si tratti di nebbia alta o di nubi basse. A me piace la seconda ipotesi!

E’ il raduno dei giovani e i giovani arrivano alla spicciolata, con un po’ di ritardo, ma infine sono qui ed iniziano a suonare, dandosi il cambio in campanile.

Tali raduni sono nati per dare alle giovani leve un’occasione di incontro, per favorire l’amicizia tra di loro, per farli sentire appoggiati e sorretti, per aiutarli ad integrarsi nel gruppo dei seniores, per invogliarli a stare insieme. Perché si sentano accolti e importanti, anche se “scapuzzano” quando suonano. Avranno tutto il tempo per imparare, ma, intanto, aiutiamoli a crescere dal punto di vista campanario.

Un grazie a chi ci ha accolti, a chi ha preparato il pranzo, a chi ha lavorato affinché tutto funzionasse per il meglio.

M. R.  & P. L.

INCONTRI E CONFERENZE

Quest’anno, per continuare a far conoscere la nostra secolare tradizione, abbiamo tenuto diverse conferenze.

Martedì 23 Aprile, un gruppo di soci si è trovato ad Ozzano Emilia con le Sig.re Mariella e Dacia, che avevano chiesto di conoscere la nostra associazione e la nostra tradizione, per poi poter scrivere un articolo, pubblicato su INPD’OPLA, un periodico informativo rivolto ai pensionati INPS Gestione Ex INPDAP, realizzato nell’ambito del progetto “Home Care Premium 2012”. Questo articolo, pubblicato nel mese di luglio, lo si può trovare anche sul nostro sito internet.

Domenica 19 Maggio, insieme al Gruppo Campanari Padre Stanislao Mattei, siamo andati ad incontrare i giovani seminaristi, in modo che potessero conoscere meglio la tradizione delle nostre terre, poiché un giorno saranno loro a guidare le parrocchie dove noi andiamo a suonare. Sapevamo già che alcuni di questi ragazzi erano saliti sul campanile della Cattedrale, ma volevamo conoscerci meglio. Per questa occasione ringraziamo Mons. Roberto Macciantelli, Don Sebastiano Tori, Don Ruggero Nuvoli, sperando che l’occasione possa ripetersi .

Martedì 8 ottobre, si è tenuta una conferenza a Casalecchio di Reno che  trattava della storia delle campane e della tradizione campanaria bolognese; questa  conferenza era inserita in alcuni appuntamenti organizzati da Trekking Italia, così come l’Accademia di arte Campanaria che si è tenuta sul campanile di San Martino di Casalecchio, domenica 13 Ottobre, e alla quale ha partecipato un gruppo di 50 persone del Trekking Italia, programmando, proprio sul campanile, una sosta, da farsi  in un loro percorso che collegava la città ai colli.

Domenica 27 Ottobre, nell’oratorio di S. Cecilia, in San Giacomo Maggiore, si è tenuta la conferenza L’antica tradizione campanaria bolognese, conferenza – concerto, in occasione della Festa della Storia organizzata dall’ Università di Bologna. L’ evento è stato curato dal Prof. Dondarini ed hanno partecipato, come relatori: il Sig. Paltrinieri (storia della campane e orologi da torre), il Prof. Mioli (campane nella storia della musica) ed il nostro Presidente che ha parlato dell’origine e della storia della tradizione campanaria bolognese. Terminata la conferenza, i convenuti hanno potuto ascoltare, rimanendo all’interno del chiostro, i mastri campanari che eseguivano, con le campane di San Giacomo Maggiore, alcuni doppi e tirabasse per rendere direttamente apprezzabile quanto ascoltato teoricamente in precedenza. L’ effetto del suono dolce e melodioso di questi possenti bronzi nell’imbrunire, all’interno delle mura claustrali, ha creato una atmosfera particolarmente suggestiva e toccante; tutti ne sono rimasti incantati e molti sono stati i complimenti ricevuti per questo incontro.

S. B.

CAMPANILI E CAMPANE:

RESTAURI ED ELETTRIFICAZIONI

Anche il 2013 è stato teatro di varie manutenzioni ordinarie e straordinarie nei nostri campanili grazie ai soci operanti nelle varie zone ove l’UCB è presente, inoltre si segnala un fatto assai positivo: nessun concerto campanario ha subito elettrificazioni più o meno disastrose nel corso dell’anno indicato.

A Valle (Monzuno) è stato fatto un restauro totale di tutto il complesso campanario, applicati i cuscinetti nella sede delle bronzine, revisionato il piano mentre i parrocchiani hanno provveduto alla pulizia generale della torre. A Pragatto (Crespellano) è stata fatta una manutenzione generale ai cuscinetti e riverniciato il ceppo della campana grossa. A Vergiano (Monghidoro) è stata effettuata una revisione generale dei cuscinetti e riparato il piano di calpestio della cella campanaria. A San Leo (Sasso Marconi è stato effettuato un restauro quasi totale ripristinando il suono a mano che risultava compromesso da anni a causa di un precedente lavoro mal eseguito, in particolare è stata spostata la mezzana al fine di renderne agevole il suono, applicati cuscinetti, revisionati il piano e gli scranelli di tutte le campane. A Mongardino (Sasso Marconi) è stato rifatto Ex novo il piano di suono dei campanari ormai logoro. A San Biagio (Cento) è stata riposizionata la quarta nella sua sede dalla quale era rovinata a causa delle scosse telluriche del 2012 e fortunatamente rimasta illesa, revisionato integralmente il piano di suono dei campanari, revisionati tutti i battagli e rifatto lo scranello della campana piccola che si era rotto a causa della quarta rovinatagli contro; al momento questo campanile risulta ancora muto causa sisma, confidiamo davvero di poterlo riavere operativo in tempi brevi. A Sassomolare (Castel d’Aiano) sono stati revisionati tutti i piani per il suono a doppio. A San Marino (Bentivoglio) è stato effettuato un intervento nei ferramenti della mezzana. A San Carlo Borromeo di Ferrara è stato fatto l’intervento più imponente dell’anno 2013: trattasi di un restauro “Ex novo” di tutto il castello campanario in un complesso storico della città estense ed ora appartenente alla  AUSL locale; i campanari ferraresi hanno preso contatti con i responsabili della chiesa in quanto dovevano effettuarsi lavori di restauro post sisma alla torre, quindi si è deciso di cogliere l’occasione per restaurare tutto in maniera puntuale e meticolosa rifacendo tutto l’apparato ligneo. A Gherghenzano (San Pietro in Casale) è stato bloccato il castello campanario che aveva cedimenti nei punti di ancoraggio; tale concerto attualmente è elettrificato totalmente e tale è rimasto (auspichiamo davvero in una revisione della situazione mediante doppi sistemi attualmente esistenti e molto ben funzionanti). A San Pietro Capofiume (Molinella) è stato ripristinato il suono a doppio dopo un lungo periodo di silenzio in concomitanza con la riapertura della chiesa dopo gli eventi sismici, per l’evento son stati revisionati tutti i ferramenti delle campane, oliate tutte le bronzine e ripulita totalmente la torre campanaria. A San Nicolò di Villola (Bologna) è stato rimontato il battaglio della campana piccola e revisionati tutti i ferramenti delle campane. Alla chiesa di S.Maria della Visitazione (nota come Ponte delle Lame) di Bologna è stata sostituita la stanga della mezzana precedentemente incrinatasi.

Ringraziamo tutti coloro che si adoperano con impegno e passione per il ripristino ed il restauro dei concerti campanari, non vogliamo farli volontariamente “ad personam”  perché avremmo la certezza di dimenticare qualcuno e questo sarebbe ingiusto;  è molto importante che manteniamo la presenza capillare nelle nostre torri affinchè i sacerdoti, i religiosi ed i responsabili dei campanili abbiano in noi un punto di riferimento valido e sicuro, gente quindi che conosce bene l’argomento in quanto “ama” le campane e la campaneria .

A. V.

CAMPANARI DEFUNTI

Vista la scarsa partecipazione degli anni scorsi alla Messa dei Campanari defunti in San Petronio, si è pensato di celebrare due Messe: una in occasione del Raduno dei giovani a Campeggio il 17/11 ed una il giorno della Gara delle Coppe a Quarto Superiore il 1/12. In questo modo vi sono state due possibilità per pregare per le persone che abbiamo avuto come amici in campanile e, logisticamente, è stato più facile poter partecipare, visto che in centro, a Bologna, è diventato un po’ scomodo arrivarci.

Nell’ anno 2013 ci hanno lasciati i soci ed amici: Gamberini Fernando, Stanghellini Giorgio, Rizzoli Serafino, Vogli Ezio, Monti Guglielmo (Memo), Monti Francesco, Tomasini Cesare (Postino di Castenaso) e Negri Ubaldo.

Nella speranza di poterli rivedere un giorno per suonare di nuovo assieme, li ricordiamo con affetto ed affidiamo le loro anime a Cristo Signore.

M. R.

 

 

UNIONE CAMPANARI BOLOGNESI

Corte de’ Galluzzi 12/2 40124 BOLOGNA

www.unionecampanaribolognesi.it

Tel. 327 3248223

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