|
Suonare le campane secondo la tradizione bolognese
costituisce una vera arte che richiede talento e una lunga preparazione. Per imparare tale arte l’apprendista deve frequentare con costanza la scuola di qualche maestro campanaro: non ci s’improvvisa infatti campanari ma occorre, per diventarlo, un lungo tirocinio.Le campane, secondo la tradizione bolognese, si suonano secondo quattro tecniche diverse.
SCAMPANIO Nella tecnica di suono a scampanio, le campane sono ferme
con la bocca rivolta verso il basso e i battagli vengono comandati dal
maestro campanaro con mani e piedi per mezzo di funicelle. Con questa tecnica l’esecutore può produrre due o più note
contemporaneamente e soprattutto può introdurre sfumature espressive ed
interpretative ignote alle altre tecniche. Il repertorio è vastissimo: spazia infatti da inni
religiosi come “Ave Maria di Lourdes” a motivi profani (ad esempio “La
leggenda del Piave”). Fondamentale resta in ogni caso la “martellata di Chiesa”,
consistente in variazioni che sviluppano un tema classico del settecento. DOPPIO A
CAPPIO Il doppio a cappio inizia con le campane in posizione
d’inerzia (bocca rivolta verso il basso).Grazie a movimenti sempre più ampi e
sincronizzati le campane vengono portate dai campanari alla posizione “in
piedi” (con la bocca rivolta verso l’alto) per mezzo di una corda (“al
ciap”). E la fase detta “scappata”. Si esegue ora il “pezzo in piedi”: una successione di
rintocchi che seguono un ordine prestabilito (a seconda del “doppio” di cui
si è convenuta l’esecuzione) conosciuto da ogni elemento della squadra. Terminato il pezzo in piedi, le campane vengono riportate
nella posizione di partenza in modo sincronizzato. (E’ la “calata”, inversa
alla “scappata”). Com’è stato detto in precedenza, l’esecuzione del doppio a
cappio è compiuta mediante una corta corda, legata alla stanga collegata al
“mozzo” mediante le “orecchie”. TIRATE
BASSE Nell’esecuzione delle tirate basse le campane sono
mantenute in leggero movimento, modificando di volta in volta l’ampiezza
dell’oscillazione ed il moto del battaglio per ricavare la successione di
rintocchi prevista dal pezzo che s’intende eseguire. Anche per l’esecuzione delle tirate basse è necessaria la
presenza di un campanaro per ogni campana. DOPPIO A TRAVE
Nell’esecuzione
della suonata “a trave” i campanari (“travaroli”) si dispongono uno o
più per campana, sopra le travi che le reggono. Le campane (che si trovano
con la bocca rivolta verso l’alto) vengono lanciate o trattenute dai
travaroli per produrre la sequenza di rintocchi prevista. I campanari
conducono la propria campana afferrando la “stanga” e l’”orecchia”
il cui insieme forma la “capretta”. La
tecnica in questione è probabilmente la più antica della tradizione
campanaria bolognese. |